Giacomo Lauri-Volpi:

fonetica biologica e psicologica

Una forma di vita con mente e valori che aspira ad associare nel suo “Io” il mondo sensibile e sovrasensibile, dovrà, in quanto protagonista del dramma cosmico, foggiare avanti tutto lo strumento mentale e vocale, per la conoscenza intellettuale e tecnica dei suoni e per la formazione delle note. Il materiale grezzo, disordinato, non basta. La voce va costruita come violino. Costruito il violino umano, bisogna suonarlo, e per sapere suonarlo bisogna praticare l’arcata e conoscere il valore della cavata.

Lo strumento vivente della voce umana fu creato perché servisse di modello ideale a quelli inventati dall’ingegno. Molti animali sono dotati anch’essi di una laringe melodiosa, una specie di monocordio capace di vibrazioni e modulazioni, gorgheggi e trilli, secondo una scala variabile. Ma nella laringe umana la natura ha dato il prototipo di tutte le voci. Perché l’orecchio umano si ascoltasse e, per il suo processo di affinamento, percepisse intensità e sfumature, la natura lo muní di evoluzioni circolari a spirale (1). Per foggiare lo strumento musicale vivente è necessario che l’orecchio percepisca le più sottili vibrazioni, distinguendole da altre anche simultanee, e perfezioni la formazione esatta dei suoni. Nell’uomo canta l’ingegno, illuminato dallo spirito. Nell’animale cantore, anche perfetto, canta l’istinto, la cui legge è sempre uguale e non suscettibile di miglioramento e di pregresso.

Il canto d’un usignolo o d’un cigno è il canto della natura, l’immagine fuggevole d’una eterna armonia. Non v’è traccia di mente finita.

Il canto dell’uomo, modulato e articolato in suoni che recano un suggello inconfondibile nella vibrazioni e nella parola, differisce da ogni altro canto, appunto perché si colora dei moti dell’anima.

1- Attraverso le vibrazioni trasmesse dal sistema uditivo (orecchio esterno, un condotto con membrana del fondo, orecchio medio, cavità ossea, orecchio interno, o labirinto con la chiocciola a cui s’innesta il nervo acustico) le onde sonore vanno a eccitare il nervo acustico che trasmette la sensazione al cervello, strumento della mente che elabora le sensazioni e le volge in fantasmi, immagini, concetti. Grazie alla mente, la percezione sonora si tramuta in idea.

Testo estratto da Misteri della voce umana, Giacomo Lauri-Volpi, Milano, 1957. – Luca D’Annunzio.

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