Luca D’Annunzio:

la respirazione nell’arte del canto – Parte I

Chi sa respirare sa ben cantare.
attribuito a Anna Maria Pellegrini Celoni

Sono passati quasi due secoli da quando la respirazione applicata al canto trovò il suo punto più alto di sviluppo, evolvendosi di pari passo con i bisogni spinti dall’emissione del suono e questa, a sua volta, dai nuovi vestiti del dramma, che in pieno romanticismo, necessitavano degli organi responsabili della vocalità e della respirazione di un potere e di una fermezza fino ad allora ineguagliati dai precedenti stili vocali.

Nonostante questo, oggi è comune trovare tra insegnanti e studenti quantità di “sistemi” che, oltre ad essere stravaganti e falsi, sono innaturali, poiché nessuno di loro si basa sulle leggi fisiologiche che governano l’atto della respirazione. I risultati sono ben visibili.

Per esporre questo situazione ridicola, basta soffermarsi su alcuni dei trattati o metodi di canto dell’antichità e osservare con chiarezza l’unanimità di opinioni sui principi fisiologici che regolano la respirazione e il sistema unico che ne deriva. Questo sarà molto più utile per lo sviluppo delle vostre facoltà più che il lasciarsi consigliare da uno di questi “maestri alla moderna” che riescono solo a confondere la mente e a distruggere i mezzi canori di chi studia.

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