Luca D’Annunzio:

la respirazione nell’arte del canto – Parte III

LA RESPIRAZIONE NELLA PRATICA

Vorrei sottolineare l’importanza della forza e dello sviluppo fisico nell’esercizio dell’arte vocale. Non dobbiamo dimenticare che tutto il nostro corpo è uno strumento e che dipendiamo dalla sua intera disposizione per l’esercizio del canto. Per questa ragione raccomando la pratica regolare di esercizi cardiovascolari e di tonificazione muscolare così come la massima cura nelle abitudini alimentari e quella del sonno.

Nota: Chiunque sia nel corso dei suoi studi saprà che la voce si altera facilmente sia per l’abuso della voce in altre funzioni meno sottili come la parola, sia per affaticamento fisico, intellettuale ed anche emotivo.

Nota: Di tutte le attività cardiovascolari quella che meglio si adatta alla nostra arte è il nuoto a causa dello sviluppo specifico che essa ci offre in rapporto agli organi della respirazione, senza disprezzare l’aumento di massa muscolare e vigore, in tutto il nostro corpo in modo armonico senza produrre alcun tipo di tensione nelle articolazioni. Questo ci permette di mantenere intatta l’elasticità fisica, condizione indispensabile per un artista melodrammatico. Raccomando anche gli esercizi subacquei, per i noti benefici che svolgono sulla gestione dell’aria e il rafforzamento dei polmoni. Un’altra disciplina di prim’ordine per coloro che si dedicano seriamente all’arte del canto è lo studio della danza classica, che non solo fornisce un allenamento severo ed efficace per tutto il corpo, ma modella anche straordinariamente la postura e il gesto.

Preparazione per gli esercizi respiratori

È importante preparare il corpo al momento di fare i nostri esercizi respiratori, motivo per cui vi consiglio di adottare una breve routine di riscaldamento che può essere formata da movimenti di danza classica, yoga o qualsiasi altra disciplina che lavori su grandi gruppi muscolari senza perdere di vista la cura della postura e senza alterare troppo il flusso respiratorio.

Gli esercizi di respirazione devono essere sempre effettuati con la schiena dritta, le spalle indietro e in basso, le ginocchia leggermente piegate, il bacino al centro e le braccia rilassate lungo i fianchi.

Esercizi introduttivi

Con l’obiettivo di rafforzare il petto e il diaframma regolando i loro movimenti, di capire i fenomeni di inspirazione e di espirazione e infine prepararci per l’allenamento della respirazione diaframmatica e la respirazione in tempo rubato, propongo i seguenti esercizi:

Inspirare lentamente dal naso e poi espirare liberamente dalla bocca.

Inspirare liberamente dal naso e poi espirare lentamente dalla bocca.

Raccomandazioni e cure

In questi esercizi la bocca non deve mai muoversi con il desiderio di accompagnare il movimento dell’aria. Al contrario, deve rimanere leggermente aperta e senza alcuna tensione, lasciando cadere la mascella inferiore.

Le inspirazioni devono sempre essere tranquille, profonde e silenziose, riempiendo tutte le cavità tranne la zona dello sterno.

Nota: Quelli che trovano difficoltà a fare l’inspirazione senza l’aiuto della parte superiore del petto e sollevano lo sterno, dovranno fare questi esercizi per qualche tempo sdraiati su un suolo solido, cercando di collegare questa posizione all’abitudine respiratoria che tutti abbiamo nel sonno, quando lo sterno non fa parte del meccanismo.

L’aria deve essere presa in modo uniforme e proporzionale al tempo utilizzato per fare l’inspirazione.

In caso di vertigini, si deve fare un piccolo riposo e riprendere l’esercizio solo quando il malessere è sparito completamente. Col tempo questo effetto svanirà, una volta sviluppate le nostre abitudini respiratorie.

Respirazione diaframmatica

Esercitando questo tipo di respirazione, la capacità respiratoria si sviluppa e si espande, permettendoci di raggiungere grandi fiati.

Possiamo calcolare che in stato di riposo, facciamo dai 18 ai 22 respiri al minuto. In questi esercizi preparatori dobbiamo ridurre la quantità di respiri fino ad arrivare a quattro o cinque soltanto; e nella misura in cui acquistiamo elasticità nella cavità toracica e nei suoi ausiliari, potremo tentare di arrivare a tre al minuto. Ciò richiede l’indispensabile apertura del condotto respiratorio affinché l’aria passi senza incontrare ostacoli. In caso contrario si violenterebbero i muscoli che partecipano a questa funzione, generando un’importante stanchezza diaframmatica che è necessario evitare.

Qui di seguito presento una tabella per l’esercitazione della respirazione diaframmatica. Questa routine di esercitazioni è progressiva, quindi raccomando di non andare oltre ciò che le forze stesse permettono. La cosa importante è che questi esercizi siano fatti quotidianamente per guadagnare forza e resistenza quasi inavvertitamente.

Nella stessa posizione in cui si sono svolti gli esercizi introduttivi, dobbiamo:

Inspirare dal naso e dalla bocca allo stesso tempo in modo tranquillo, profondo e assolutamente silenzioso, riempiendo tutte le cavità. In tale azione, il torace si espande e il diaframma si abbassa.

Espirare per bocca, rilasciando l’aria molto lentamente, formando una colonna d’aria continua e morbida.

Nota: Molti maestri dell’antichità, come Garcia, Lamperti, Marchesi e altri, consigliavano di fare questi esercizi davanti ad una candela accesa per evidenziare la qualità del soffio. Questo deve rimanere invariato perché altrimenti la fiamma della candela oscilla nella sua dimensione e direzione, e anche se il soffio fosse molto forte e discontinuo, la candela potrebbe spegnersi.

Raccomandazioni e cure

In questi esercizi la bocca non deve mai muoversi con il desiderio di accompagnare il movimento dell’aria. Al contrario, deve rimanere leggermente aperta e senza alcuna tensione, lasciando cadere la mascella inferiore.

Le inspirazioni devono sempre essere tranquille, profonde e silenziose. L’aria deve essere presa in modo uniforme e proporzionale al tempo utilizzato per fare l’inspirazione.

È molto importante aiutarsi con un metronomo o cronometro per rispettare scrupolosamente la durata delle inspirazioni e delle espirazioni da me proposta, essendo una condizione fondamentale per l’allenamento progressivo di questo tipo di respirazione.

Devono essere rispettati anche i riposi, che eviteranno ogni tipo di fatica e quindi consentiranno la continuità negli esercizi.

In caso di vertigini, si deve fare una piccola pausa e riprendere l’esercizio solo quando il malessere è sparito completamente. Col tempo questo effetto svanirà, una volta sviluppate le nostre abitudini respiratorie.

Bisogna dare al corpo un tempo di adattamento e attendere che i muscoli si abituino alla nuova ginnastica respiratoria, prima di tentare di ridurre le inspirazioni al minuto.

Inspirazione

Espirazione

Cicli completi

Tempo totale

Riposo

4”

4”

16

2’8”

30”

5”

5”

18

3

30”

4”

8”

15

3

1

4”

11”

12

3

30”

5”

15”

9

3

1

5”

25”

6

3

1

Respirazione in tempo rubato

Esercitando questo tipo di respirazione, si addestrerà la capacità di ottenere inspirazioni rapide, indispensabili per i mezzi e quarti respiri, nonché la capacità di distribuire l’aria nell’espirazione in modo continuo in termini di pressione e volume.

Qui di seguito presento una tabella per l’esercitazione di respirazione in tempo rubato. Questa routine di esercitazioni è progressiva, quindi raccomando di non andare oltre ciò che le forze stesse permettono. La cosa importante è che questi esercizi siano fatti quotidianamente per guadagnare forza e resistenza quasi inavvertitamente.

Nella stessa posizione in cui si sono svolti gli esercizi introduttivi, dobbiamo:

Inspirare dal naso e dalla bocca allo stesso tempo rapidamente per un secondo, riempiendo tutte le cavità.

Espirare lentamente dalla bocca e regolare il volume dell’aria in modo che sia sempre uniforme durante il tempo indicato sulla tabella e fino alla fine del movimento espiratorio.

Raccomandazioni e cure

In questi esercizi la bocca non deve mai muoversi con il desiderio di accompagnare il movimento dell’aria. Al contrario, deve rimanere leggermente aperta e senza alcuna tensione, lasciando cadere la mascella inferiore.

In questo sistema di respirazione, l’inspirazione deve essere silenziosa, evitando ogni tipo di rumore, che si produce inspirando precipitosamente e con la gola stretta. Questo aspetto deve essere curato scrupolosamente poiché la brevità di tempo in cui si devono realizzare le inspirazioni porta facilmente a contrarre tale brutto vizio.

È molto importante aiutarsi con un metronomo o cronometro per rispettare scrupolosamente la durata delle inspirazioni e delle espirazioni da me proposta, essendo una condizione fondamentale per l’addestramento progressivo di questo tipo di respirazione.

Devono essere rispettati anche i riposi, che eviteranno ogni tipo di fatica e quindi consentiranno la continuità negli esercizi.

In caso di vertigini, si deve fare una piccola pausa e riprendere l’esercizio solo quando il malessere sarà sparito completamente. Col tempo questo effetto svanirà, una volta sviluppate le nostre abitudini respiratorie.

Bisogna dare al corpo un tempo di adattamento e attendere che i muscoli si abituino alla nuova ginnastica respiratoria prima di tentare di estendere la durata delle espirazioni.

Inspirazione

Espirazione

Cicli completi

Tempo totale

Riposo

1”

9”

18

3

1

1”

14”

12

3

1

1”

19”

9

3

1

A titolo conclusivo

Il canto è un’arte che esige la padronanza di molti e vari mezzi tecnici e uno degli strumenti fondamentali che il cantante deve maneggiare è quello della respirazione, poichè il suo allenamento rende possibile lo sviluppo della tecnica vocale in tutta la sua pienezza.

La storia del canto e la tradizione che ne deriva ci indica la strada da seguire. Non ha senso rinnegare questo retaggio, dobbiamo servirci dell’esperienza di coloro che oggi dovrebbero essere ricordati come veri prodigi dell’arte.

error: Content is protected !!