Leone Giraldoni:

Effetti ed accenti drammatici

Il punto d’appoggio sulla voce si potrà spostare solo per esprimere sentimenti particolari, come, per esempio, il singhiozzo della disperazione che si caratterizzerà perfettamente, appoggiando la voce in gola; come pure si otterrà agevolmente l’accento delle lacrime o di qualunque altro sentimento patetico dell’anima, portando la voce alle fosse nasali. Vi sono altri sentimenti che i timbri non sono sufficienti a palesare, per cui la voce dovrà aver ricorso ad altri mezzi od accenti; come saranno, per esempio, lo strascinamento della voce, lo staccato, lo slancio, ecc.

Lo strascinamento della voce si dovrà usare con molta parsimonia, e solo quando si vorrà esprimere un sentimento profondamente doloroso dell’anima, come: lo strazio, l’ironia, l’amor deluso, ecc. Aggiungerà anche molto all’espressione di questi sentimenti, lo spostare alquanto il punto d’appoggio della voce dal petto alla gola, come si disse più sopra all’occasione dell’espressione delle lacrime.

Lo staccato sarà molto atto a rendere il singhiozzo o lo stupore. Lo slancio caratterizzerà particolarmente qualunque sentimento energico e drammatico, carattere distintivo della musica moderna che il celebre maestro Verdi seppe vestire di nuove forme. Pochi sono quei cantanti che sanno accentare lo slancio come si deve;  e questo studio, che prima era alquanto trascurato, oggi, mercè la nuova forma della musica moderna, deve far parte essenzialissima dell’educazione del cantante, onde potere rendere questo effetto colla minor fatica possibile. Raccomando di non rendere quest’accento mediante colpi di petto; i quali oltre lo snaturare il distintivo carattere dello slancio, potrebbe anche allontanare il cantante da una perfetta intonazione. Bisogna invece abbandonare la gola appena si è attaccato il suono con forza; e quando dico abbandonare la gola, non intendo che si debba abbandonare il suono; e qui prego il lettore a volersi riferire all’articolo che tratta della messa di voce; lo slancio propriamente detto, non essendo altro che un successivo passaggio della voce dal forte al piano sopra una medesima nota e quasi istantaneamente.

La respirazione diaframmatica di cui il cantante si sarà impadronito, gli sarà di sommo aiuto per l’espressione dello slancio e gli permetterà d’improntare il suo canto di una energia efficace che non potrà mai raggiungere con la tensione della gola. – Essa gli permetterà inoltre di dare alla voce sua una grande flessibilità e per conseguenza resisterà maggiormente alla fatica di qualunque canto di forza e l’effetto sul pubblico sarà assai maggiore.

Per maggiore chiarezza si potrebbero compendiare gli effetti ed accenti drammatici della voce nel modo seguente:

Effetti drammatici: Timbro misto esprimente stato normale dell’anima, detto chiuso esprimente stato concentrico dell’anima, detto aperto esprimente stato eccentrico dell’anima.

Accenti drammatici: Strascinamento della voce esprimente lo strazio, staccato della voce esprimente il singhiozzo, slancio della voce esprimente l’energia.

Se a questo quadro vi si aggiunge le gradazioni della voce, che si ottengono col reggere, crescere, diminuire e legare il suono si avrà un quadro sinottico dello stile vocale nel suo complesso. Con questo breve compendio in mente, il cantante è sicuro di non trovarsi mai, colla sua applicazione, in contraddizione col sentimento che dovrà esprimere colla voce. Vi è poi un’infinità di suddivisioni che sarebbe troppo lungo esaminare minuziosamente; lascio al buon senso dell’artista di saperne apprezzare il grado ed applicarlo giudiziosamente.

Testo estratto da Guida teorica – pratica ad uso dell’artista cantante, Leone Giraldoni, Milano, 1884. – Luca D’Annunzio.

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