Leone Giraldoni:

i giovani cantanti

Possano questi miei consigli venire presi in considerazione dalla gioventù che si dedica alla carriera teatrale! Ma ne dubito assai e lo dico con sommo rammarico. Oggi si studia poco o nulla. — I giovani che si presentano al cospetto del pubblico per iniziare la loro carriera, si trovano quasi sempre privi delle cognizioni le più indispensabili per l’esercizio dell’arte alla quale si dedicano. 

A chi la colpa? Ai pubblici, ai maestri o ad essi stessi? Io, fermo nelle mie convinzioni, che è l’artista che deve educare il pubblico al culto del bello, sviluppando il suo gusto ed il suo criterio, credo che la colpa debba ascriversene agli artisti stessi. I maestri sarebbero anch’essi responsabili di questo decadimento dell’arte, ma pur troppo militano in loro favore molte circostanze attenuanti. La quistione dell’arte teatrale è quistione assai complessa, perchè abbraccia un campo assai vasto di considerazioni che qui sarebbe ovvio di sviluppare.

Comunque sia rimane per me cosa indiscutibile che l’artista, che si espone al giudizio di un pubblico, avrà sempre maggiore probabilità di riuscita quanto più collo studio si sarà fatto padrone dei requisiti che gli necessitano per potersi distinguere.

Dunque concludo col dire che l’artista allievo studi, quanto può, i diversi rami dello scibile artistico, e non gli sarà difficile, oggi meno che pel passato, di occupare un posto invidiabile in arte.

Se oggi la musica teatrale ha variato la sua indole, si è aperto però un campo più vasto all’artista di farsi apprezzare. Una volta bastava quasi all’artista di poter superare le difficoltà vocali di una parte affidatagli, di conoscere lo stile del canto le cui regole tendono oggi a cadere in disuso per mancanza di sacerdoti adatti, ma il pubblico esige una maggiore espressione drammatica. Vuole vedere nel cantante anche l’artista drammatico, e per distinguersi in quel nuovo agone, l’artista abbisogna, oggi più che una volta, di arricchire la sua mente di cognizioni storiche e di una erudizione generale che nei tempi passati non gli necessitavano come oggi.

Se poi a questi requisiti egli potrà aggiungere i precetti della scuola antica, egli è certo che non avrà sprecato inutilmente il suo tempo e che oggi, più che mai, gli sarà facile giungere ad invidiabile meta.

Volontà, coscienza e perseveranza, possono all’artista appianare la via del trionfo. Mi auguro di poter contribuire con questi miei consigli al bene dei miei commilitoni d’arte. Questo è il più fervido mio voto.

Testo estratto da Guida teorica – pratica ad uso dell’artista cantante – Seconda edizione, Leone Giraldoni, Milano, 1884. – Luca D’Annunzio.

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