Riflessioni sull'arte del canto

Leone Giraldoni:

L’unione dei registri

Dall’unione di questi registri dipende l’uguaglianza della voce, condizione indispensabile a qualunque artista melodrammatico.

L’unione dei registri consiste nell’unificare tra loro i confini delle differenti sezioni della voce; di modo che facendo sparire lo stacco naturale che nasce passando da un registro all’altro, la voce sembri tutta di un colore ed omogenea nella sua estensione fonica. Lo stacco maggiore e più difficile a far sparire, è quello che risulta dal passaggio della voce di petto a quella di mezzo petto. Onde ottenere questa fusione, bisogna cominciare a diminuire la forza dell’emissione delle due ultime note di petto, facendole anche partecipare del carattere del registro superiore; non perdendo però di vista che il punto d’appoggio della voce non deve dipartirsi dal petto. Nello stesso modo che sarà molto profittevole alla voce di spingere le note del registro di petto al di là de’ limiti assegnati dalla natura (ciò però con molta cautela ed evitando sempre di sforzare menomamente la voce e solo come studio) così pure gioverà assai allo studio dell’unione di questi registri l’esercitarsi ad emettere i suoni del registro di petto, con voce di mezzo petto. Dal frequente passaggio su di ogni nota dalla voce di petto a quella di mezzo petto, si arriverà insensibilmente ad ottenere la fusione di questi due registri in modo da non sentir più quel disgustevole stacco, scoglio di tante voci. 

Benchè il passaggio dalla voce di mezzo petto a quella di testa sia molto facile nelle voci femminili, particolarmente di soprano, raccomando di non trascurare il medesimo esercizio, tanto per questo registro, quanto per l’altro anzidetto; perchè molto potrà giovare per rendere la voce omogenea. Nel seguente capitolo poi parlerò degli esercizi più adatti per raggiungere tale scopo.

Molti cantanti, per acquistare qualche nota in più del registro di petto, sforzano la loro voce e si meravigliano dopo di perdere invece di acquistare. Se lo sforzate, le note acute perderanno a poco a poco della loro energia e le note di mezzo diverranno tanto fioche da non resistere ad una benchè minima fatica.

Se invece progredite nel vostro studio con cautela, cercando di raggiungere le ultime note del registro di petto senza il minimo sforzo di gola, limitandovi a mantenere la vostra voce nello stesso registro, come pure senza variare il punto d’appoggio al petto, non tarderete a raccogliere il frutto delle vostre fatiche, perchè a poco a poco la voce, in principio ritrosa, si paleserà con più facilità; ed il carattere del registro di petto estendendosi su tutti gli altri registri, vi renderà la voce uniforme, energica e melodiosa.

Tanti cantanti si dedicano allo studio in generale della voce senza aver prima esercitato separatamente i registri diversi onde arrivare poi ad unirli insieme; tale noncuranza fa acquistare alla voce del cantante molti vizi di cui non si può più correggere. Potrà studiare per tutta la vita che tale studio non gli sarà giovevole giammai, se il primo passo sarà stato sbagliato. Tutto ciò dimostra assai chiaramente quanto sia indispensabile lo assicurarsi anzitutto di questi primi studi che infondono nel cantante la conoscenza intima del proprio istrumento; in questo modo il cantante non è più schiavo assoluto della propria voce, svincolandola anzi dai legami che l’assoggettano allorquando essa si trovi in condizioni sfavorevoli di salute. 

Chi si dedica all’esercizio dell’arte melodrammatica dovendo essere sempre pronto a palesare i suoi mezzi dinanzi ad un pubblico, non può limitarsi a voler cantare solo quando stia bene di voce; quello che costituisce essenzialmente l’artista, è l’ultima conoscenza, ed il libero esercizio delle proprie facoltà. Che il cantante dunque che aspira a meritarsi tal nome s’inizii a’ misteri della sua voce per mezzo di un indefesso studio, poichè non potrà giammai chiamarsi artista colui che non sarà che schiavo delle doti di cui la natura lo avrà favorito.

Testo estratto da Guida teorica – pratica ad uso dell’artista cantante, Leone Giraldoni, Milano, 1884. – Luca D’Annunzio.

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