Riflessioni sull'arte del canto

Leopoldo Mastrigli:

Igiene del cantante

Di tutti gli strumenti, la voce umana è il più delicato e fragile, scrive E. Garcia. Gli organi che servono a produrla essendo soggetti alla doppia influenza, e delle cause generali di salute o di malattie e di tutte le passioni che ci agitano, essi trovarsi esposti a mille differenti pericoli. I cantanti, cui tanto preme la conservazione del loro strumento, riconosceranno la necessità di cure delicate ed oggetto di antivenirne le alterazioni o la perdita totale.

Infatti quanti tesori di voci perdute anzi tempo, e sciupate solo per non aver ottemperato a certi canoni igienici! Così in taluni artisti, in possesso apparente di tutti i loro mezzi vocali, il suono manca di vigore, l’altezza di certe note è pregiudicata, il timbro alterato, la purezza dei suoni offuscata, la respirazione affannosa, o la voce perde poco a poco le sue belle qualità e divien debole, stridula, tremolante. Cotesti accidenti passeggeri, cagionati generalmente della stanchezza dell’organismo, o per attacchi ricevuti dal mondo esteriore o anco per malattie generali diverse, sogliono esser forieri di affezioni ben più serie, le quali conducono, a volte, persino alla perdita completa della voce; triste spettacolo questo offertoci da artisti che per un tempo troppo breve furono la gloria delle più celebrate scene liriche! Essi abbandonano il teatro de’ loro trionfi, perché la voce gli abbandona.

D’onde deriva cotesto stato di stanchezza dell’organo vocale? Molte ne sono le cause; e la ricerca di esse, allo intento di prevenire prima e combattere poi le loro dannose conseguenze, è compito dell’Igiene. Nell’osservazione quotidiana de’ fatti noi rinveniamo tre specie principali di cause che esercitano una influenza sull’emissione e sulle qualità della voce, cause nocive o favorevoli a seconda del loro modo d’azione. Esse possono classificarsi così:

Influenze esercitate sugli organi vocali: dal meccanismo della produzione della voce; dalle funzioni dell’organismo; dal modo esteriore.

Scopo precipuo dell’Igiene è quindi studiare le svariate influenze del meccanismo della produzione della voce (respirazione, stanchezza dell’organo vocale, eccessi, sforzi, danni, preservazione, conservazione della voce, ecc.); i rapporti della voce colle funzioni diverse dell’organismo (alimenti, digestione, bevande, ginnastica, vestimenta, bagni, nervi, costituzione, ecc.); i rapporti dell’organo vocale col mondo esteriore (abitazione, aria, raffreddori, affezioni varie degli organi vocali, ecc.), e dettare poscia quei precetti che valgano a prevenire i disturbi e la decadenza dell’apparato vocale, a preservarlo da possibili malattie, e a conservare, per maggior lasso di tempo, fresca ed intatta la voce, dopo ch’essa fu educata e formata dal maestro. È superfluo dire che il maestro di canto, oltre alle speciali cognizioni dell’arte sua, deve possedere anche quelle che han rapporto col codice igienico applicato agli organi della voce.

In queste poche pagine, intitolate Igiene del cantante, io ho raccolto appunto i più importanti di questi precetti sull’Igiene della voce, dettati da Bennati, Colombat de l’Isère, Delle Sedie, Garcia, Gouguenheim, Lamperti, Lermoyez, Mackenzie, Mandl, Mantegazza, Moleschott, Patissier, Segond e da altri illustri autori. E cio feci non con la pretesa di offrire un trattato di Igiene della voce, ma lusingato dall’idea che questa raccolta di preziosi precetti igienici possa correre, a guisa di vade-mecum, fra le mani di quanti si dedicano al canto, sia per un fine artistico, sia per un puro godimento, e possa tornar loro di una vera utilità pratica. «È bene che la maggior parte degli arditi marinai -scrive il chiarissimo Sir Morell Mackenzie- conosca gli scogli contro i quali può andare a frangersi la nave e tutti gli svariati pericoli del mare, non già perchè vinti da paura vivano in ozio inglorioso sulla spiaggia, ma affinchè il loro vero coraggio e la loro abilità non li conduca ad una perdita immatura. Lo stesso dicasi dei cantanti. L’igiene insegna loro ciò che può offendere o rovinare la voce.»

Testo estratto da Igiene del cantante, Leopoldo Mastrigli, Roma, 1889. – Luca D’Annunzio.

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