Lilli Lehmann:

La lingua

Giacché sopra la laringe spetta alla lingua condurre la colonna di fiato verso le aree di risonanza, l’attenzione rivolta a essa e alla sua posizione, sia nel parlato sia nel canto, non sarà mai troppa. A seconda che sia troppo alta o troppo bassa, la lingua può cambiare il suono in maniera significativa e può schiacciarlo fino a comprometterlo del tutto se preme sulla laringe.

Alla lingua spetta un delicatissimo e difficilissimo compito. Deve essere in una posizione tale da non premere né contro la laringe né contro l’epiglottide. La lingua e la laringe devono ignorarsi a vicenda e tuttavia lavorare costantemente insieme, ma luna non deve creare disturbo all’altra e se una non può continuare a evitare l’altra, è l’altra a doverlo fare. Per questo la parte posteriore della lingua deve essere alta e la laringe deve essere bassa.

Generalmente la lingua forma una scanalatura. Nella zona più grave della tessitura la lingua è, relativamente, più piatta, la punta poggia di solito contro o sotto l’arcata dentaria inferiore, e in modo che il retro si possa alzare e abbassare liberamente.

Con energia e morbidezza la lingua si deve adattare agilmente a ogni lettera, o aiutare a formarla ; essa deve adeguarsi a ogni oscillazione del suono con la massima delicatezza; con grande velocità e accuratezza deve essere pronta a ogni cambio di suono o lettera; senza modificare la propria posizione troppo presto o tenerla per troppo tempo, deve consentire di articolare le consonanti nella zona più acuta, quasi nell’aria.

A dispetto di tutta la sua forza e stabilità, la lingua deve condurre con la massima delicatezza il suono e il fiato, che, come ho già detto, non devono essere soggetti alla minima spinta né sopra e nemmeno all’interno della laringe. La spinta è circoscritta esclusivamente alla pressa dei muscoli addominali e pettorali, e sarebbe meglio chiamarla pressione piuttosto che spinta.

La colonna di fiato, che nella parte superiore è simile a un fascio di raggi luminosi (che si estende, e con le sue vibrazioni riempie tutte le mucose in maniera uniforme), deve potersi allargare nelle aree di risonanza liberamente e penetrare nelle cavità della testa.

Se la parte posteriore della lingua non può salire più in alto, allora la laringe deve essere posizionata più in basso, e questo capita spesso nelle zone acute della tessitura; in questi casi si deve solo mischiare una u alla vocale da cantare, la quale, una volta abbassata la laringe, non si sentirà risuonare davanti nella bocca, bensì dietro al naso. Laddove invece la laringe deve essere molto abbassata, la lingua non può naturalmente essere troppo alta, altrimenti intralcerebbe il posizionamento della laringe. Bisogna imparare ad ascoltare e a percepire tutto questo. Bisogna abituarsi a tenere la laringe, parte posteriore della lingua e palato in modo tale che si aiutino continuamente a vicenda.

Io per esempio, dopo ogni cambio di sillaba, faccio subito tornare alla lingua nella posizione normale del canto, cioè con la punta sotto l’arcata inferiore dei denti e la parte posteriore sollevata indietro. Questo movimento sarà ripetuto costantemente, con una velocità fulminea. Nello stesso tempo posiziono sempre laringe in un modo che non sia disturbata o, peggio, schiacciata dalla lingua.

Accidenti alle lingue fatte male! Una è troppo grossa, l’altra troppo sottile, l’altra ancora troppo lunga e quell’altra troppo corta. Queste sono solo misere scuse, cari miei!

Testo estratto da Il canto: arte e tecnica, Lilli Lehmann, 1922. A cura di Valentina Valente. Traduzione di Elvira Carlotti. – Luca D’Annunzio.

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