Luca D’Annunzio:

l’insegnamento e l’apprendimento del canto

Nell’attuale panorama dell’insegnamento e dell’apprendimento del canto, ritengo necessario chiarire alcuni concetti in relazione a quest’arte. Tra questi, la nozione di scuola e quella di metodo, due concetti intimamente collegati.

Una scuola è un insieme di leggi e norme derivanti dallo studio e dal rispetto per la natura, nel nostro caso per la natura vocale che rendono possibile lo sviluppo e il perfezionamento di una disciplina che ha la sua ultima manifestazione nell’espressione più piena di questa natura. Gli strumenti nati dall’osservazione dei fenomeni fisiologici, ragionati e sperimentati, formano il metodo.

Esso è inestricabilmente legato ai principi fisiologici della voce e per questo permette il suo corretto sviluppo e utilizzo. L’eredità tecnica si genera attraverso l’arricchimento e l’emancipazione di tutti gli strumenti che compongono il metodo nel corso della storia. Non rinnegando ciò che è stato, ma radicandosi nelle stesse radici per evolvere.

Con questo voglio dire e sottolineare che i principi dell’emissione del suono sono sempre gli stessi, poiché la conformazione fisiologica di tutti gli organi che concorrono all’azione del canto non presenta alcuna variazione dall’origine della scuola fino ad ora. È da questo tronco unico che sono scaturite le diverse espressività vocali al servizio di diverse esigenze estetiche che compongono differenti e progressivi stili. Questo lascito è quello che forma la scuola del bel canto e la scuola romantica italiana, essendo la seconda l’evoluzione naturale della prima a partire dal dramma verdiano.

Se c’è una ragione per spiegare la situazione attuale di decadenza nell’arte del canto è che già non si studia più sotto le coordinate di una scuola che mantenga il lascito a partire dall’applicazione del metodo. In questo momento della storia è indispensabile restituirlo e rispettare le sue diverse tappe consecutive, un aspetto sul quale non si può transigere. Nell’ordine dovuto, le tappe sono: studi di emissione; studi di perfezionamento; studi di melodie senza parole e solfeggi 2 e infine, studi di repertorio. Tutto questo permette ad un artista cantante di dotare la sua voce delle facoltà necessarie per affrontare correttamente il grande insieme di difficoltà dell’arte melodrammatica e di trasformare il suo strumento in un mezzo di espressione.

Il grande tenore spagnolo Francisco Viñas, che svolse la sua carriera durante gli ultimi decenni del XIX secolo e i primi del XX secolo, fa riferimento a questa problematica nella sua opera L’arte del canto già nell’anno 1932:

Ci rendiamo conto che quel modo di insegnare dell’epoca classica non è possibile oggi; ma se si vuole elevare la dignità professionale bisogna tornare ai tempi del passato, cercando di adottare per quanto possibile quelle sagge norme che avevano la loro base nel buon senso, rafforzate da una pratica gloriosa.

error: Content is protected !!