Manuel García:

Intensità e volume

 

Non bisogna confondere l’intensità col volume, quantunque si trovino di frequente assieme giacchè l’accrescimento d’intensità non trae sempre con sè l’aumento del volume potendo un suono esser debole e voluminoso a un tempo stesso.

Primieramente l’intensità della voce dipende dalla presenza d’un corpo sonoro. È noto diffatti che le vibrazioni d’una corda o d’un beccuccio di strumento a fiato producono sempre un suono debole, e che per renderlo pieno bisogna accomodare il beccuccio o la corda ad un corpo di strumento che risuoni colla massa d’aria che contiene, all’unisono del vibratore. Nella stessa guisa la laringe separata dalla faringe non darebbe che suoni secchi e stridenti. I requisiti che costituiscono la potenza assoluta della voce di un individuo sono l’attitudine a vibrare delle corde vocali, le dimensioni della laringe, del torace, dei polmoni, delle cavità della faringe, della bocca e del naso e le disposizioni di questa stessa cavità a produrre i suoni.

I fisici attribuiscono l’intensità alle compressioni più o meno forti che l’aria ha ricevuto dal corpo sonoro. Dunque quanto più l’aria, uscendo dal petto, sarà spinta con forza, tanto maggiori saranno le vibrazioni delle corde vocali.

Il volume del suono, qualunque ne sia il grado di intensità, esige sempre una grande capacità della faringe e la posizione bassa della laringe, ossieno le condizioni del colore oscuro.

Dunque, l’intensità ed il volume differiscono in questo, che la prima dipende dall’emissione maggiore del fiato e dell’ampiezza delle vibrazioni che questa può comunicare alle corde vocali; il secondo dalla capacità del corpo sonoro. Per riunire in poche parole queste idee sulla voce e le sue modificazioni, noi diremo che lo strumento dove la voce umana si produce, è formato di tre parti, ciascuna delle quali ha il suo modo propio d’azione, cioè: Un mantice, o serbatoio d’aria (polmoni e trachea), un vibratore (laringe), un riflettore o modificatore del suono (faringe e cavita del naso e della bocca).

Un cantante che voglia farsi padrone delle materiali difficoltà dell’arte sua, dovrà possedere il meccanismo di tutte queste parti in modo da poterne isolare o combinare l’azione secondo il bisogno.

   

Testo estratto dal trattato completo dell’arte del canto di Manuel García, tradotto in italiano da Alberto Mazzucato, Ricordi Milano, 1842 -1847.

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